Albert Camus (1913-1960)

Brano tratto da "Lo straniero", traduzione di Alberto Zevi, Bompiani, 1947


Persino da un banco d'imputato è sempre interessante sentir parlare di sé. Durante le arringhe del P.M. e del mio difensore, si è effettivamente parlato molto di me, e forse più di me che del mio delitto.
E in definitiva erano tanto differenti fra loro, le arringhe dell'uno e dell'altro? L'avvocato alzava le braccia e ammetteva la colpabilità, ma con attenuanti. Il P.M. tendeve le mani ed denunciava la colpabilità, ma senza attenuanti.
C'era tuttavia una cosa che mi metteva a disagio. A volte, nonostante le mie preoccupazioni, ero tentato d'intervenire, e allora l'avvocato mi diceva:<<Stia zitto, che è meglio per lei>>.
In un certo qual modo avevano l'aria di trattare la cosa al di fuori di me. Tutto si svolgeva senza il mio intervento.
Si decideva della mia sorte senza chiedere il mio parere