Aldo Busi (1948)

Brano tratto da "Seminario sulla gioventų", Adelphi, 1984


Che resta di tutto il dolore che abbiamo creduto di
soffrire da giovani? Niente, neppure una reminiscenza.
Il peggio, una volta sperimentato, si riduce col tempo
ad un risolino di stupore, stupore di essercela tanto presa per cosė poco, e anch'io ho creduto fatale quanto si é poi rivelato letale solo per la noia che mi viene a pensarci. A pezzi o interi, non si continua a vivere ugualmente scissi? E le angosce di un tempo ci appaiono come mondi talmente lontani da noi, oggi, che ci sembra inverosimile aver potuto abitarli in passato.