Cesare Musatti

Brani tratti da "Riflessioni sul pensiero psicoanalitico", Boringhieri, 1976


Quanto alla psicoanalisi il suo momento copernicano sta nella affermazione che la nostra vita interiore non si comprende fin tanto che la consideriamo solo dal punto di vista della coscienza. Ciò che cogliamo in noi stessi, ciò che gli altri ci espongono di sé, rappresenta una piccola parte della vita psichica, la quale rimane inintelleggibile se non è messa in relazione con una realtà più profonda, e insieme arcaica, primitiva, che si può qualificare in vari modi, ma che comunque è caratterizzata dal fatto di sottrarsi alla nostra introspezione. I principi che sembrano regolare la vita cosciente non valgono per questa altra realtà, la quale ha proprie modalità di funzionamento. E solo attraverso mezzi indiretti di accertamento, o parziali improvvise irruzioni nella coscienza, questa altra realtà psichica può essere individuata.

In questo processo di diffusione e di progressiva affermazione, si nota tuttavia un fenomeno che Freud ha denunciato a suo tempo per la psicoanalisi, ma che vale per tutte le rivoluzioni copernicane. Nel momento in cui, dopo una tenace ed emotiva opposizione, l'atteggiamento conservatore non può più essere mantenuto, viene tentata un'operazione che in campo politico verrebbe qualificata o come fuga in avanti, o come salto della quaglia. E la teoria del superamento serve ottimamente allo scopo: Marx e Freud, fino a ieri contestati, sono adesso qualificati come "ormai superati".