Erich Fromm (1900 - 1980)

Brano tratto da "Fuga dalla libertà" 1941, Traduzione di Cesare Mannucci, edizioni di Comunità, 1963


C'è un'emozione vietata su cui vorrei particolarmente soffermarmi, perché la sua soppressione incide profondamente nelle radici della personalità: il senso della tragedia. ...la coscienza della morte e dell'aspetto tragico della vita, vaga o chiara che sia, è una delle caratteristiche fondamentali dell'uomo. Ogni civiltà ha un suo modo di affrontare il problema della morte......La nostra epoca si limita a negare la morte, e con essa un aspetto fondamentale della vita. Invece di lasciare che la coscienza della morte e del dolore diventino uno dei più forti incentivi alla vita - la base della solidarietà umana e un'esperienza senza la quale la gioia e l'entusiasmo mancano di intensità e di profondità - l'individuo viene costretto a reprimerla. Ma, come sempre succede nella repressione, gli elementi repressi non cessano di esistere per il solo fatto di essere stati eliminati dalla vista. Così la paura della morte vive tra noi un'esistenza illegittima. Resta viva nonostante il tentativo di negarla, ma la repressione rende sterili. E' una delle fonti della piattezza di altre esperienze, dell'inquietudine che pervade la vita.....