Giacomo Leopardi (1798-1837)

Brano tratto da "Canti", a cura di Mario Fubini & Emilio Bigi, Loescher, Torino, 1988


L'infinito

Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di lÓ da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Cosý tra questa
ImmensitÓ s'annega il pensier mio:
E il naufragar m'Ŕ dolce in questo mare.