Vladimir Nabokov

Brano tratto da "Lolita", traduzione di Bruno Oddera, Mondadori, 1959


Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi.
Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un breve viaggio di tre passi sul palato per andare a bussare, tre volte, contro i denti. Lo. Li. Ta.
Era Lo, null'altro che Lo, al mattino, diritta nella sua statura di un metro e cinquantotto, con un calzino soltanto. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea punteggiata dei documenti. Ma nelle mie braccia fu sempre Lolita.
Un'altra l'aveva forse preceduta? Sì, certo. A dire il vero, forse Lolita non sarebbe esistita affatto se io non avessi amato, un'estate, una prima fanciulla.
In un principato al mare. Oh, quando? press'a poco tanti anni prima della nascita di Lolita quanti ne contavo io quell'estate. Gli assassini amano lo stile fantasioso, si può stare certi.