Niccolò Macchiavelli (1469-1527)

Brano tratto dai Libri dell'arte della guerra - libro settimo- in Macchiavelli "Opere", Mursia, 1966


Né mi pare che ci resti altro a dirvi che alcune regole generali, le quali voi avrete familiarissime; che sono queste:
Quello che giova al nimico nuoce a te, e quel che giova a te nuoce al nimico.
Colui che sarà nella guerra più vigilante a osservare i disegni del nimico e più durerà fatica ad esercitare il suo esercito, in minori pericoli incorrerà e più potrà sperare nella vittoria.
Non condurre mai a giornata i tuoi soldati, se prima non hai confermato l'animo loro e conosciutogli sanza paura e ordinati; né mai ne farai pruova, se non quando vedi ch'egli sperano di vincere.
Meglio è vincere il nimico con la fame che col ferro, nella vittoria del quale può molto più la fortuna che la virtù.
Niuno partito è migliore che quello che sta nascosto al nimico infino che tu lo abbia eseguito.
Sapere nella guerra conoscere l'occasione e pigliarla, giova più che niuna altra cosa.
La natura genera pochi uomini gagliardi; la industria e lo esercizio ne fa assai di più.