Octave Mannoni

Brano tratto da "Sull'ateismo di Freud" 1975, in Ornicar,Traduzione di R.Castelli e G. Sangalli, Marsilio,1978


Le rispondo sulla forclusione. Può benissimo tuttavia non avere nessuna importanza. In ciascuno ci sono cose forcluse.
La forclusione acquista importanza quando quel che è forcluso è qualcosa che si può ripetere. Se non c'è una ripetizione del forcluso, è come se il forcluso non esistesse. La sua caratteristica, quando si ripete, è di non essere riconosciuto come passato. Appare come una realtà presente: allucinazione, delirio. Se non ha luogo qualche appello per istituire la crisi psicotica, un "momento fecondo" - ebbene il forcluso ... ne abbiamo tutti. E' qualcosa che nessuno sforzo di memoria può richiamare.