Apex srl Manutenzione apparecchiature scientifiche ed industriali


Con l'inizio del XX secolo, infatti, la disgregazione del tessuto sociale
delle popolazioni produttrici di tappeti e la totale commercializzazione di tali manufatti
hanno causato la morte di quest'arte.
La perfetta armonia nata dall'equilibrio tra istinto, tradizione, tecnica e necessità,
che era alla base di questa attività artistica, è definitivamente scomparsa:
il tappeto non è più un'arte in divenire, ma si riduce ormai
a un artigianato sterile, a una pura impresa mercantile.
John J. Eskenazi, Il tappeto orientale, Allemandi, 1987

Tappeti Volete acquistare un tappeto? Informazioni, consigli e suggerimenti

Indice

Mercato attuale Cosa si vende
Nuovo, vecchio o antico? Cosa caratterizza queste tre tipologie?
La scelta Aspetti da valutare quando si acquista un tappeto
Quanto vale? Prezzi ed investimenti
Luoghi comuni e credenze Proviamo a sfatare alcuni miti
Occhio!!! Il mondo è pieno di furbi
Il rapporto prezzo / età Non basta che un tappeto sia vecchio per costare molto
I difetti Quali sono e quanto influiscono sul prezzo
I restauri Come vengono fatti e come scoprirli
Bibliografia Testi di base

Diventare dei veri esperti nel campo dei tappeti è un lavoro interminabile. Ci si può aiutare con libri, riviste, corsi, frequentando le fiere e le aste, visitando i negozi e parlando con i proprietari, maneggiando quanti più tappeti è possibile, ma i veri esperti rimarranno solamente coloro che per mestiere studiano e vendono questi manufatti. Le persone che desiderano acquistare un tappeto non sono in genere interessate a molti aspetti: a loro basta avere qualche elemento per fare una scelta corretta e non pagare più del dovuto quel che comprano. Queste note sono indirizzate a loro.

Mercato attuale

Chi vuole acquistare un tappeto oggi ha solamente l’imbarazzo della scelta.

Ad esempio in una città come Milano, che in realtà è il più grande mercato italiano, esistono circa 130 negozi che vendono esclusivamente tappeti il cui prezzo può essere compreso tra le centomila lire e le molte centinaia di milioni.

Gran parte di questi negozi tratta tappeti nuovi o di recente produzione, una piccola parte si occupa di tappeti più o meno vecchi mentre pochi altri di pezzi antichi. Esistono poi, soprattutto in altre zone d’Italia, situazioni ibride in cui uno stesso negozio tratta contemporaneamente nuovo, vecchio, antico e anche altri oggetti d’antiquariato.

Nuovo, vecchio o antico?

Che cosa caratterizza i tappeti che appartengono a queste tre diverse categorie?

Nuovo
La stragrande maggioranza dei tappeti commercializzati sono nuovi. Si tratta di manufatti realizzati a mano, ma in serie, in nazioni dove il costo della mano d’opera è basso e dove frequentemente è permesso o tollerato il lavoro infantile. Tra queste nazioni ve ne sono alcune che non hanno un’antica e rinomata tradizione d’annodatura dei tappeti ma hanno iniziato a produrli solamente alcune decine d’anni fa. I tappeti prodotti in queste aree utilizzano in genere antichi disegni persiani, anatolici, caucasici, cinesi e turcomanni più o meno modificati, oppure motivi di nuova concezione. Essi sono realizzati in lana, cotone e seta.
Le caratteristiche di questi prodotti possono variare grandemente: si va da quelli realizzati interamente con una tecnica simile a quella del 1800 facendo uso anche di coloranti naturali, fino a quelli costruiti a macchina con filati e coloranti sintetici. Tra questi due estremi vi sono tutte le gradazioni intermedie.
In genere tra le varie produzioni quelle turche e persiane sono le più pregiate perché utilizzano filati migliori e coloranti spesso naturali. Tra essi si trovano esemplari pregevoli.
Il prezzo all’origine di un tappeto nuovo dipende dalla tecnica costruttiva, dal numero di nodi a m2, dalle dimensioni, dall’area di produzione e dalla qualità dei materiali usati. Nei negozi delle nostre città i prezzi di questi manufatti possono variare tra le centomilalire /m2 fino a circa tre milioni/m2.

Vecchio
Un’altra categoria è quella dei cosiddetti tappeti vecchi. Sono stati realizzati tra i primissimi decenni del nostro secolo e gli anni 50. Tra essi si trovano esemplari molto pregiati il cui prezzo può raggiungere le molte decine di milioni. In genere il prezzo di vendita di questi tappeti è nell’ordine di qualche milione di lire al pezzo, dipendenti comunque dal modello, dalla tecnica costruttiva, dai materiali, dalle dimensioni e dallo stato di conservazione.

Antico
L’ultimo segmento da considerare è quello dei tappeti antichi, cioè di quelli realizzati fino alla fine del XIX secolo, anche se ultimamente molti commercianti fanno rientrare nell’antico anche tappeti più recenti costruiti nei primi vent’anni del secolo XX.
Questi tappeti sono stati fatti con le tecniche e le modalità costruttive tipiche della zona di produzione ed il loro prezzo dipende da diversi fattori. Normalmente la tecnica costruttiva, le dimensioni, il numero di nodi al m2 incidono in maniera relativa prezzo che è più legato alle caratteristiche artistiche, allo stato di conservazione, alla rarità ed alle mode del momento. Molti di questi tappeti possono essere considerati delle vere e proprie opere d’arte. In genere il loro prezzo può variare tra i 10/15 milioni e le molte centinaia di milioni di lire.

La scelta. Cosa tener presente quando si acquista un tappeto.

Le esigenze individuali variano grandemente così come le disponibilità economiche. Questo porterà a scegliere un tappeto piuttosto che un altro e quindi a rivolgersi al supermercato, al grande antiquario o ad un negoziante con prodotti intermedi.

La stragrande maggioranza delle persone acquista un tappeto per esigenze abitative e normalmente non è esperta del settore: i consigli che si possono dare a queste persone sono pochi e tutti abbastanza scontati.

  1. Scegliete tappeti che vi piacciono, evitando l’acquisto di un prodotto che non vi soddisfa solo perché il negoziante vi fa credere che sia un affare, o perché vi assicura che ha un valore maggiore. E’ difficile poi convivere tutti i giorni con un pezzo che non vi gratifica visivamente.
  2. Non fatevi incantare dai nomi. Il prezzo dei tappeti nuovi è indipendente (salvo alcune particolari produzioni) dal nome con il quale è venduto. Se vi propongono, ad esempio, un Isfahan nuovo a tre milioni non illudetevi che sia migliore di un altro tappeto che ha un nome diverso. La fama degli Isfahan viene da tappeti realizzati nel 1600 in Persia il cui prezzo attuale può superare, anche di molto, i cento milioni di lire..
  3. Ricordate che salvo rare eccezioni il valore dei vostri tappeti non aumenterà con il tempo, siano essi nuovi o antichi. Questo contrasta con quanto in genere sostengono gli operatori del settore che sono però i soli che guadagnano con i tappeti.
  4. Prestate attenzione alle mode. Un tappeto oggi "di moda" potrebbe non esserlo più tra dieci anni ed il suo valore potrebbe scendere vistosamente. Sappiatelo, quando spenderete cifre consistenti.
    Può naturalmente succedere anche il contrario, anche se oggi è più difficile rispetto al passato. Un esempio tipico può essere quello dei tappeti caucasici: negli anni 50 erano considerati dal grande mercato tappeti poco interessanti perché realizzati in modo grossolano, con colori decisi e di fortissimo impatto visivo. Solo pochissimi collezionisti ed alcuni mercanti lungimiranti, e forse anche fortunati, acquistavano questi pezzi che costavano l’equivalente odierno d’alcune centinaia di migliaia di lire. Nel corso degli anni questi tappeti dai marcati e grandi disegni geometrici si sono rivelati adatti agli arredamenti moderni ed al mutato gusto della gente: si è così avuta una lievitazione dei prezzi compresa tra le 100 e le 1000 volte.
  5. Ricordate che non esistono liquidazioni, svendite o prezzi da grossista nel commercio dei tappeti. Queste sono tecniche finalizzate a vendere ad un prezzo di mercato un tappeto, facendo credere all’acquirente che il suo valore sia di molto superiore a quanto pagato. Semplicemente non è vero.
  6. Se prevedete che un parte del tappeto debba essere coperta da divani, tavoli o altro, scegliete tappeti a disegno ripetuto perché l’impatto grafico ne risente meno.
  7. Se volete evidenziare maggiormente la bellezza di un tappeto non metteteci nulla sopra: fate in modo che il pavimento funzioni come una cornice. Tenete conto di questo nel deciderne le dimensioni.
  8. Se avete la possibilità, fate in modo di visitare molti negozi e vedere molti tappeti: troverete sicuramente quelli che vi suscitano delle emozioni. Ricordate che anche i commercianti seri non si infastidiranno se non acquisterete subito, perché sanno che comperare un tappeto richiede una certa "meditazione".
  9. Se acquistate un tappeto di valore, fatelo da un commerciante con il quale avete avuto modo di stabilire un rapporto di fiducia.

Quanto vale? Prezzi ed investimenti

Un antiquario milanese, molto esperto e competente, sosteneva che quando qualcuno gli portava un tappeto da far valutare chiedeva sempre a quale prezzo fosse interessato, se al valore commerciale, a quello per l’assicurazione o a quello al quale lui avrebbe messo mano al libretto degli assegni per comperarlo. E naturalmente i tre prezzi erano diversi.

Il valore commerciale è in genere quello al quale il tappeto viene venduto nei negozi.

La stima per l’assicurazione può essere maggiore o minore, entro certi limiti, del valore commerciale.

Il prezzo poi al quale il negoziante è disposto a comperare il tappeto, pur essendo variabile e dipendente da vari fattori, in genere è meno della metà del suo valore commerciale. Quindi attenzione a comperare tappeti pensando di guadagnarci.

La situazione che mediamente si configura quando si parla di valore di un tappeto, è la seguente:

  1. Il valore dei tappeti nuovi dipende dal costo di produzione e dal rapporto di cambio tra la valuta del paese produttore e il dollaro o il marco (euro). Se la valuta del paese scende anche il prezzo all’origine dei tappeti tenderà a ridursi.
  2. Il valore dei tappeti più vecchi e antichi è legato alla tipologia, all’epoca di produzione, allo stato di conservazione, alla reperibilità sul mercato, al ricarico del negoziante, al pregio artistico, alla moda del momento, alle politiche messe in atto dai maggiori operatori mondiali del settore.
  3. Per i tappeti antichi è spesso difficile stabilire con certezza quale sia il reale valore: molto spesso la determinazione del prezzo è solo una questione d’opinione e questo è valido sia per il venditore sia per l’acquirente. E’ importante che anche l’acquirente si faccia una sua opinione sul valore di un pezzo che sta per comperare. Un noto commerciante inglese alla solita domanda "quanto vale?" rispondeva sempre "quanto uno è disposto a pagare". Qui sta la chiave per capire come viene determinato il prezzo finale di un tappeto pregiato.

Da quanto detto quindi risulta evidente che per capire qualcosa sui prezzi è necessario girare molti negozi e farsi un’idea dei vari prodotti disponibili e del loro costo. Tenete comunque presente che se volete vendere i vostri tappeti le strade principali sono le seguenti:

  1. Vendere il tappeto ad un commerciante che lo pagherà (in genere) fino ad un massimo del 50% del suo prezzo di vendita al pubblico.
  2. Vendere tramite una casa d’aste che si terrà fino al 30% del prezzo d’aggiudicazione.

Luoghi comuni e credenze

In occidente ci siamo fatti alcune idee non vere sui tappeti e sul loro mercato. Elenchiamo le più note:

  1. I tappeti persiani sono più pregiati. Non è vero. Il tappeto che ha raggiunto la quotazione più alta ad un’asta (3,4 miliardi di lire) era un bellissimo Aubusson francese. Molto cari sono anche alcuni tappeti caucasici, cinesi e indiani. Esistono comunque anche alcuni tappeti cosiddetti Polonaise realizzati durante la dinastia Safavide in Persia che hanno raggiunto quotazioni di molte centinaia di milioni.
  2. I tappeti costano poco. E’ in genere vero per produzioni recenti di basso pregio. Un bel tappeto d'arte non costa mai poco.
  3. L’ho comperato ad una svendita, l’ho pagato poco ma vale molto di più. Non è vero. Nelle svendite vengono in genere venduti al prezzo di mercato tappeti di scarso pregio.
  4. Ho comperato un bukara (o un lesghi, o un kirman, o altro ancora). Il nome non è indice di qualità o di valore. Se il tappeto è nuovo, bucara vuol solo dire che probabilmente ricalca uno dei disegni dei tappeti turcomanni antichi. Un bukara nuovo ha un prezzo commerciale di circa un milione al m2, mentre un "bukara" antico di 6 m2 costa, se in ottimo stato di conservazione, 80-100 milioni. E' evidente che pur essendo venduti con lo stesso nome, i prodotti ed i valori sono completamente diversi.
  5. I negozi di prestigio ti vendono a tre quel che vale uno. Non è, molto spesso, vero. In genere nei negozi più prestigiosi vi sono i pezzi più belli, più rari e vi è l’assortimento più vasto. Ad esempio se desiderate acquistare un bel Konia anatolico antico, difficilmente lo troverete in negozi secondari. E se lo troverete quasi sicuramente non sarà di qualità eccelsa. Ecco perché il prezzo del bel Konia sarà alto e se lo volete dovrete rassegnarvi a pagarlo bene. Naturalmente questo poi varrà anche in caso siate voi a volerlo vendere. Bisogna comunque prestare attenzione ai restauri.
  6. I tappeti antichi sono un bene rifugio. E’ falso nella stragrande maggioranza dei casi. Gli unici che possono guadagnare in questo campo sono gli operatori del settore. Diciamo però che su tappeti di un certo pregio, secondo alcuni quelli che costano dai 30 milioni in su mentre secondo altri solo quelli oltre i 100 milioni, è molto facile che nel giro di 10 o 20 anni si possa recuperare la somma spesa al netto dell’inflazione. Nel frattempo il tappeto ci avrà abbellito la casa.
  7. Il valore di un tappeto dipende dal numero dei nodi. Può essere vero per i tappeti di nuova e recente manifattura. Per i tappeti vecchi ed antichi contano molto di più la tipologia, l’importanza storica, lo stato di conservazione e la rarità.
  8. E' antico quindi vale molto. Spesso non è vero: non basta che un tappeto sia antico per valere. Ad esempio, se un tappeto di 150 anni è in pessime condizioni, appartiene ad una tipologia grandemente prodotta, sul mercato ne esistono molti in buone condizioni, il suo valore può essere inferiore a quello di un tappeto nuovo di pari metratura.

Occhio: il mondo è pieno di furbi

In questo mercato vi sono molti operatori onesti e molto preparati, dei veri e propri studiosi dei tappeti in grado di darvi moltissime informazioni storiche e commerciali. Questi operatori, in genere conosciuti a livello internazionale, difficilmente cercheranno di "fregare" un cliente. Esistono però, come d’altra parte in tutti i campi, dei veri e propri pirati. Alcune delle tecniche usate per vendere ad un prezzo maggiorato i tappeti si basano sul fatto che, salvo eccezioni, l’acquirente medio è abbastanza inesperto.

Prestate quindi attenzione a queste modalità:

  1. Svendita per cessazione attività. Vengono pubblicizzate riportando sconti del 50-70%. In genere in queste svendite si trattano tappeti nuovi o vecchi. Molti pensano che sia un vero affare e si recano per comperare spendendo così cifre di molto superiori al valore dei tappeti acquistati, credendo però di risparmiare. In un’occasione del genere, in una svendita molto pubblicizzata nel centro di Milano, ho assistito alla vendita di un vecchio tappeto, vistosamente tagliato, ad un prezzo almeno doppio di quello di un tappeto simile in buone condizioni. In genere i tappeti venduti in queste occasioni non sono del negozio che chiude, ma di una delle diverse organizzazioni che gestiscono queste svendite e che portano i loro tappeti. Inutile dire che molto spesso il negozio non chiude per niente.
  2. Svendita per sfratto. E’ un’altra modalità come quella della svendita per cessazione attività
  3. Nei negozi degli antiquari secondari spesso ci si sente dire che i pochi tappeti belli della città sono solo presso di loro e che purtroppo il prezzo non può essere più basso. Questo naturalmente non è vero: basta girare alcuni negozi per rendersi conto che i bei tappeti sono presenti in diversi esercizi.
  4. Si fanno i nomi degli antiquari più famosi per dire che vendono a prezzi di molto superiori al valore reale della merce. Naturalmente poi vi vengono proposti pezzi nemmeno lontanamente confrontabili a quelli di questi grandi antiquari ad un prezzo leggermente inferiore.
  5. Si sostiene che il tappeto è in cattive condizioni perché è antico. E’ chiaro che un tappeto del 1600 sarà sicuramente in cattive condizioni (anche se esiste qualche eccezione) e sarà anche caro perché la disponibilità di pezzi sul mercato mondiale è molto piccola. E’ però un mercato fatto da collezionisti: nessuno compera un tappeto da almeno mezzo miliardo per stenderlo a terra. E quello che è accettabile per un tappeto di 400 anni (caro e in cattive condizioni) non lo è per un manufatto che ne ha solo cento per il quale vengono richieste molte decine di milioni. Esistono molti tappeti di 100-150 anni che sono in ottime condizioni: se vi propongono ad un prezzo di molte decine di milioni un tappeto di quell’età molto rovinato, forse la cosa non è giustificata economicamente.
  6. Glielo dò ad un prezzo di favore perché necessita di piccoli restauri. Attenzione: il prezzo dei restauri può essere di molto superiore a quello del tappeto.
  7. Vi è il tentativo di fare le transazioni "brevimano": i soldi da una parte ed il tappeto dall’altra. Non vi saranno documenti fiscali a dimostrare che avete acquistato il tappeto che può essere di dubbia provenienza con tutti i problemi del caso. E se chiedete una regolare ricevuta il prezzo concordato potrà anche cambiare. Questo in genere non avviene con i tappeti nuovi ma solo con quelli vecchi e antichi.

Il rapporto prezzo/età e stato di conservazione

I tappeti sono manufatti deperibili. Sono soggetti all’usura dovuta al calpestio, alle pulizie, ai lavaggi, alla scarsa cura, alle tarme, alla luce ed è inevitabile che con il tempo si deteriorino.

I più antichi pezzi disponibili sul mercato sono trattati dai più rinomati antiquari o dalle case d’aste e risalgono al 1500. Questi pezzi, salvo rare eccezioni, sono in cattive condizioni, restaurati ripetutamente in modo anche maldestro nei secoli passati, possono essere stati tagliati o addirittura sono solo dei frammenti ed il loro prezzo è in genere di svariate centinaia di milioni.

Tutto questo è accettabile perché non esistono alternative, il numero di pezzi giunto fino a noi è molto piccolo ed il loro valore storico è molto grande.

A volte però anche tappeti molto più recenti, prodotti magari all’inizio del nostro secolo, sono giunti a noi in condizioni pessime: questo può non essere un gran problema se il prezzo richiestoci è commisurato allo stato del pezzo. Purtroppo spesso vengono richiesti per questi esemplari in cattivo stato, cifre assolutamente non commisurate al loro reale valore commerciale. Quando si valuta l’acquisto di un tappeto antico occorre quindi prestare attenzione al prezzo richiesto, all’età del tappeto ed al suo stato di conservazione.

I difetti dei tappeti

Spesso i tappeti presentano dei difetti, soprattutto quelli vecchi e antichi. Il problema, come al solito, non sono i difetti, ma il fatto che alcuni commercianti tentano di nasconderli e non ne tengono conto nella determinazione del prezzo di vendita perché confidano nell’inesperienza dell’acquirente. E’ bene quindi sapere se ci stanno vendendo un pezzo integro o se al contrario sono presenti problemi che non giustificano l'importo richiestoci.

I più comuni difetti sono causati da luce, umidità, calore, composti chimici e usura.
Prestate attenzione, qualora decidiate di acquistare un tappeto vecchio o antico ai seguenti aspetti:

  1. La luce tende a scolorire i tappeti. Se ne può vedere chiaramente l’effetto su alcuni esemplari dove i colori sono sbiaditi. Spesso è possibile accorgersene girando il tappeto e guardando i colori sul retro, oppure aprendo un nodo e guardando se il colore alla base del ciuffo è diverso da quello delle due estremità. Naturalmente la scoloritura dipende, oltre che dall’esposizione alla luce, anche dalla stabilità dei coloranti usati. Se la vista del tappeto è comunque piacevole può essere considerato un difetto secondario. Diventa importante invece se la scoloritura è vistosa e riguarda magari solo una parte del tappeto.
  2. I colori diffondono. Con l’avvento dei coloranti sintetici si sono prodotti tappeti che poi hanno mostrato una certa diffusione dei colori a causa dell’instabilità dei coloranti. Lo si può notare molto bene nel bianco all’interno del quale diffondono i colori adiacenti. E’ un difetto molto grave.
  3. L’umidità fa marcire i tappeti. Un tappeto marcio è in genere molto secco, rigido e "canta" quando lo si piega per via della rottura dell’ordito. E’ un difetto gravissimo che rende il tappeto inutilizzabile. Naturalmente se l’impianto grafico è piacevole o è rappresentativo lo si può acquistare ad un prezzo molto contenuto per essere appeso.
  4. Il calore cuoce le fibre naturali con le quali il tappeto è stato costruito. E’ un difetto grave che fa seccare il tappeto e lo può deformare anche vistosamente.
  5. L’usura è comunque la fonte primaria dei problemi di un tappeto.
    Essa può determinare tutta una serie di difetti:

Restauri

Per rimediare ai vari problemi ed ai difetti dei tappeti si ricorre ai restauri. Un buon restauro sicuramente aumenta il valore di un tappeto anche se non gli permetterà mai di raggiungere il valore di un manufatto simile integro e non restaurato. Spesso i commercianti meno seri cercheranno di nascondere i restauri e non ne terranno conto nel determinare il prezzo del manufatto. E’ a volte molto difficile capire se un tappeto è stato restaurato ed in che misura. Un consiglio che si può dare è quello di guardare il tappeto sul retro e cercare le tracce che possano dire se sono stati fatti interventi oppure no. Comunque ai difetti riportati nella sezione precedente si cerca di porre rimedio nei modi seguenti:

  1. Scoloriture: sono quasi impossibili da nascondere. A volte si ricorre alla coloritura del tappeto utilizzando coloranti per tessuti e "dipingendo" il tappeto. E’ una procedura da evitare che però è stata usata con una certa frequenza anche nei decenni passati. In genere è scopribile guardando il singolo nodo o il fronte ed il retro del tappeto
  2. Tappeti marci: non c’è soluzione. A volte sono inseriti dei fili aggiuntivi di ordito e trama per dare maggiore consistenza al tappeto.
  3. Deformazioni: è di difficilissima soluzione. In genere si cerca di "tirare" il tappeto per indebolirne la struttura nella parte meno deformata e renderla così più simile a quella deformata.
  4. Ondulazioni: anche questo problema non è risolvibile facilmente. In genere vengono inseriti dei fili aggiuntivi per mettere in tensione il tappeto e ridurre così l’ondulazione.
  5. Abbassamento del vello ed aree rapé: l’unica soluzione è rimpelare togliendo i vecchi nodi e costruendone di nuovi. Ha senso solo se le aree da trattare non sono molto estese. Se l’abbassamento del vello è generalizzato l’operazione non viene fatta. Per scoprirlo si può guardare se esistono aree con lane di colore diverso e con una torcitura diversa. Gran parte dei restauri sono fatti con gomitoli di lana acquistati nei negozi specializzati che sicuramente hanno una struttura diversa da quella del filato originale del tappeto. Esistono comunque rimpelature molto ben fatte di difficile identificazione.
  6. Cimose rifatte: spesso sono ripassate con lane commerciali e non è difficile accorgersene. Occorre comunque tenere presente che è abbastanza difficile trovare tappeti antichi con le cimose originali integre. Nei restauri peggiori vengono cucite al tappeto delle cimose precostruite che sono in vendita nei negozi specializzati. Naturalmente questo riduce la qualità del tappeto.
  7. Testate mancanti: se mancano solo le frange in genere non si fa nulla. Se manca anche il kilim è indispensabile bloccare lo sfilacciamento ulteriore della testata cucendone insieme trama e ordito.
  8. Bordura mancante: è possibile ricrearla infilando nel tappeto dei nuovi fili d’ordito, aggiungendo quelli di trama e riannodando il vello. Un restauro di questo genere, se ben fatto, può fornire risultati pregevoli ma il suo costo sarà senz’altro elevato. Se è mal fatto lo si può notare per via delle lane differenti e della consistenza al tatto della parte rifatta che risulterà molto diversa rispetto alle altre parti del tappeto. Nei casi peggiori, se manca una parte di bordura, può essere più semplice per il restauratore smontare dal tappeto le parti ancora presenti di quella stessa bordura, riducendo cosi anche le dimensioni complete del tappeto. Se il lavoro non viene fatto da una persona capace l’aspetto iconografico del tappeto ne risentirà vistosamente e si percepirà una sorta di dissonanza grafica guardando il tappeto: come se mancasse qualcosa. E’ comunque difficile per una persona inesperta individuare questo tipo di restauro.
  9. Buchi: si fanno passare all’interno del tappeto nuovi fili di trama ed ordito e si ricostruisce il vello. Lo si può scoprire dal tipo di lana che presenta una torcitura diversa e dal retro del tappeto che recherà i segni dell’operazione.
  10. Tagli: vengono ricuciti. Se il tappeto è stato tagliato ed i vari pezzi sono disponibili, possono essere ricuciti insieme. In genere guardando il tappeto dalla parte del vello non è possibile accorgersene, mentre sul retro i segni sono più evidenti. Scoprire però che un tappeto era tagliato ed è stato ricucito richiede una certa pratica e non è facile per un acquirente occasionale accorgersene.