William Shakespeare (1564-1616)

Brano tratto da "Re Lear", traduzione di Agostino Lombardo, Garzanti, 1991


Edmund
Ecco la mirabile stupiditÓ del mondo: quando le nostre fortune decadono - spesso per gli eccessi del nostro stesso comportamento - rendiamo colpevoli dei nostri disastri il sole, la luna e le stelle, come se fossimo delinquenti per necessitÓ, sciocchi per coercizione celeste, furfanti, ladri e traditori per il movimento delle sfere, ubriaconi, bugiardi e adulteri per obbedienza forzata all'influsso dei pianeti - e tutto il male che facciamo Ŕ dovuto all'imperativo divino.